Nell’agosto del 2018 apparve sui media inglesi una notizia che scaldò oltremodo gli ambienti massonici di tutto il mondo: la United Grand Lodge of England (UGLE), sedicente Madre del Mondo Massonico Regolare, aveva stabilito la legittimità per i massoni, divenuti transgender, a restare in loggia. La reazione, a parte i superficiali sghignazzi provenienti da ambienti critici della massoneria, e gli aperti dinieghi da parte dei massoni tradizionalisti, comportò varie riflessioni. Al di là di considerazioni giuridiche riguardo la posizione scomoda della UGLE di fronte alle ultime leggi sulle discriminazioni, e dietrologiche, secondo cui quello dei transgenders è una strategia per poi aprire definitivamente alle donne, la domanda che ora dovrebbe venire spontanea é se sia proprio una novità quella dei transgenders nelle logge ? Ripercorrendo la tradizione storica della Massoneria la risposta è decisamente negativa per due clamorosi esempi in epoche differenti.
Già si è avuto modo di trattare nell’articolo “Una storia d’amore e Massoneria” la figura e le vicende di Madame Xaintrailles , al secolo Marie-Henriette Heineken, che travestita da ufficiale andava in battaglia, e fu ammessa in una loggia massonica, ma non si può tacere lo strano caso del Cavaliere d’Eon, vissuto nello stesso periodo.

Nato a Tonnere, in Borgogna nel 1728 Charles Genéviève Louis Auguste Andrè Thimothée de Beaumont da Louis, avvocato senza fortuna e da Françoise de Chevanson, di nobile lignaggio, che stranamente trattò da femmina nei primi sette anni di vita sia per l’abbigliamento sia per l’appellativo di Maria, prima che subentrasse il padre impartendogli educazione maschile. In età puberale fu mandato in collegio dove imparò ed eccelse nell’arte della spada, di cui diventò famoso. Lasciato il collegio si laureò nel 1749 in diritto canonico comune, qualità che si aggiunse alle altre di una buona oratoria, conoscenza delle lingue straniere, e di una memoria eccezionale, che fecero di lui un buon diplomatico e una spia eccellente sotto il re Luigi XV.
Mandato in missione in Russia per quattro anni, con frequenti trasferte a Parigi, D’Eon ricorse più volte a travestimenti femminili, mostrandosi alla corte russa come Lea de Beaumont. Raggiunto l’obbiettivo politico con l’attività spionistica, Charles-Genevieve D’Eon tornò a Parigi nel 1760, ma esausto ed ammalto di vaiolo, al punto tale che fu dispensato dal servizio, e nominato capitano dei Dragoni fu mandato a combattere nella Guerra dei sette Anni in Europa, distinguendosi sia in battaglia che nelle manovre diplomatiche per la pace con gli Inglesi. Per i suoi meriti guadagnò la riconoscenza del re, che lo insignì del titolo di Cavaliere, dell’onorificenza della Croce di San Luigi, concedendogli una rendita vitalizia. Continuò, quindi, l’attività spionistica a Londra entrando in conflitto con l’ambasciatore, e per intrighi diplomatici entrò in conflitto anche col sovrano.

Durante il soggiorno londinese, nel maggio del 1766 o 1768 Charles-Genevieve fu iniziato nella “Loge de l’Immortalite de l’Ordre“, nota anche come “Loggia dell’immortalità n. 376 “, che si radunava alla Crown and Anchor Tavern nello Strand, e nei due anni successivi ricoprì l’incarico di Secondo Sorvegliante. I massoni inglesi non dimenticarono mai D’Eon e gli permisero di rimanere un membro anche dopo che fu legalmente dichiarato donna. Il suo Maestro venerabile gli scrisse: << È consentito solo a M.lle Lea D’Eon superare la barriera che proibisce l’accesso al nostro lavoro alla metà più bella (affascinante) dell’umanità. L’eccezione inizia e finisce con te>>.
Dopo la morte di Luigi XV, D’Eon fu richiamato in Francia dal suo successore Luigi XVI, da cui tornò dopo una serie di trattative in cui esigeva garanzie sulla sua sicurezza personale e di appannaggio economico, si raggiunse un accordo per cui in Francia, D’Eon sarebbe stato dichiarato pubblicamente e legalmente donna. All’età di quarantasette anni, con una pensione e uno stato di debito libero, Charles-Genevieve D’Eon riprese a frequentare la corte francese ed essere vicino alla regina Maria Antonietta, che nella scelta di un guardaroba femminile, delle parrucche e del trucco. D’Eon visse a Versailles per molti anni e mentre lì scrisse la sua autobiografia “La vie militaire, politique et privée de Mademoiselle“.

Scoppiata la guerra d’indipendenza americana contro gli inglesi, D’Eon chiese di rientrare in servizio a supporto delle colonie francesi ma fu immediatamente arrestato e messo in una prigione da cui fu rilasciato solo dopo aver promesso solennemente di non indossare mai più abiti maschili, abbandonare Versailles e tornare a casa sua a Tonnerre, in Borgogna, per vivere con sua madre. Tuttavia nel 1785, violati gli accordi, il re lo rimandò in missione in Inghilterra, da cui non fece più ritorno perché era iniziata la rivoluzione francese, di cui D’Eon non condivideva gli ideali, fremendo di orrore per tutti i suoi amici ghigliottinati, oltre alla privazione della sua rendita, che lo aveva ridotto in povertà, per cui subì sette mesi di prigione per debiti.
Ormai nel suo declino fisico dovette rimettersi gli abiti di Madamoiselle Lea, con i quali sopravviveva a Londra sfidando gli uomini al duello per denaro, procurandosi notorietà e la possibilità di creare un’accademia di scherma che girava il Paese, esibendosi in sale pubbliche.
Purtroppo, la fortuna non durò molto: venne seriamente ferito in duello, restando invalido a letto per due anni, trascorrendo così gli ultimi anni della sua vita in miseria e povertà, alloggiato in casa di una vedova, sino alla morte che lo colse il 21 maggio 1810.

Sembrava un caso unico nella storia della Massoneria, invece negli anni Duemila sempre nella diplomatica e tollerante Francia esplose il caso di Olivia Chaumont. Nato Olivier nel 1950 a Meudon, architetto titolare di un prestigioso studio tecnico di pianificazione urbanistica, fu iniziato massone nella loggia “Université Maçonnique” del Grande Oriente di Francia (GODF). Nonostante una vita apparentemente normale, con relazioni eterosessuali, matrimonio e genitorialità, Olivier viveva il disagio della propria identità, che lo portò dopo trent’anni a decidere un radicale cambiamento di stato identitario e di relazioni affettive. Nel 2007 la transizione identitaria raggiunse il suo culmine con un complesso intervento chirurgico di femminilizzazione, comportando di conseguenza l’adeguamento burocratico della sua nuova identità di genere, che gli consentì di chiedere nel 2010 al Consiglio dell’Ordine del GODF la rettifica del suo stato. Già da alcuni anni l’organo collegiale deliberativo dell’obbedienza francese aveva affrontato la questione dell’ammissibilità delle donne ma sempre con esito negativo, anche se progressivamente meno convinto. Nel caso della sorella Olivia Chaumont, che perorò personalmente la questione in un accorato intervento davanti al Consiglio, vi fu ampio dibattito, dove stavolta prevalse il senso di tolleranza ed amore fraterno, con la decisione di confermare la legittimità della sua adesione, nonostante il cambiamento di genere, aprendo così di fatto l’obbedienza all’ingresso delle donne.

Fu una decisione storica per la prima obbedienza francese, che prima di allora consigliava ai membri in transizione di genere di dimettersi per aderire ad obbedienze miste o femminili, così come fu dato ad Olivia, che invece rifiutò, insistendo sul suo diritto a restare nella sua loggia, da cui era unanimamente sostenuta. A seguito del suo riconoscimento Olivia fu eletta Maestro Venerabile per il triennio 2010-2013, nomina che le permise di partecipare ai Conventi annuali come delegata della loggia. Inoltre, sempre nel 2010 fu invitata ad aderire ad un Capitolo speciale del Rito Francese, riservato a personaggi di chiara fama, dove risulta che nel 2015 raggiunse il Terzo Ordine di saggezza. Infine, nel 2016 fu candidata nella terna elettorale come Consigliere dell’Ordine. Se fosse stata eletta sarebbe stata la prima donna Consigliere nella storia del Grande Oriente. Invece, arrivò ultima, raccogliendo da outsider pochi consensi a fronte di due candidati, supportati da forti sponsorizzazioni di varie correnti interne. Attualmente Olivia gode in Francia di buona notorietà, avendo scritto un libro autobiografico, in cui narra la sua esperienza massonica, per le sue battaglie civili e il suo impegno nel volontariato di assistenza alle persone LGBT, meritando anche un film.

Pare che attualmente non esistano situazioni analoghe a quella della sorella Chaumont. Da alcuni blogs si apprende vagamente che in una loggia dell’Antico Ordine Arabo dei Nobili del Santuario Mistico, noto come Shrine, del sud degli Stati Uniti, operi o abbia operato un massone, che dopo essere entrato in loggia abbia cambiato sesso. Del resto, nelle granlogge regolari degli U.S.A. il membro che cambiava sesso era invitato a dimettersi o veniva espulso, e se proprio voleva continuare l’esperienza poteva aderire all’associazione para-massonica delle Stelle d’Oriente, le Eastern Stars, oppure aderire senza preclusioni a Le Droit Humain o a American Co-Mansory, obbedienze massoniche miste.
In conclusione, che l’argomento transgender sia la chiave per aprire le logge alle donne è dato proprio dalla dichiarazione del portavoce della UGLE, istituzione secolare tradizionale lentissima nei cambiamenti quasi quanto la Chiesa cattolica, all’emittente televisiva britannica BBC in quell’afoso agosto 2018:
<< Sebbene non ci sia stata una richiesta generale di orientamento sulla riassegnazione di genere, è probabile che le domande sull’argomento diventino sempre più comuni in futuro e ora sembra essere un momento opportuno per fornire una guida generale ai nostri membri>>.